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Remo Bonetti, il guardiano del lago

Più Pisogne rende omaggio a chi ha dato la vita al suo paese

di Piu Pisogne
Cover: Remo Bonetti, il guardiano del lago

Il lago d'Iseo, ha preso con sé l'uomo che per cinquant'anni lo aveva scandagliato per restituire alla terraferma chi in quelle acque si era perso. Remo Bonetti, 80 anni, ex operaio dell'Italsider, fondatore e anima del Gruppo Soccorso Sebino, è morto colpito da un malore fulmineo mentre era uscito con la sua barca, il naètt, per la battuta di pesca serale a cui non aveva mai rinunciato. È stato ritrovato tra il canneto di Pizzone, non lontano da dove per una vita intera aveva cercato gli altri.

Più Pisogne vuole rendere omaggio a un personaggio che ha segnato profondamente la storia di Pisogne. Non è retorica: Bonetti quel lago lo conosceva come le sue tasche, ne aveva imparato ogni fondale, ogni corrente, ogni segreto, e quella conoscenza l'aveva messa a disposizione di tutti, senza mai chiedere nulla in cambio. Dagli anni Settanta alla guida del Gruppo Soccorso Sebino, aveva costruito da zero una realtà che è diventata punto di riferimento per il soccorso su tutto il Sebino, dotandola nel tempo anche di una sezione cinofili con un proprio campo macerie e, più di recente, di un ROV, il drone subacqueo usato anche nelle lunghe ricerche di Chiara Lindl, la giovane turista tedesca scomparsa nel lago nel 2023.

Dietro ogni recupero c'era il suo nome: da Chiara Bariffi, ritrovata dopo tre anni sul fondo del lago di Como, a Tranquillo Lancini, scivolato nell'Oglio, fino a Roberto e Giovanna Moreni, la coppia inghiottita dal Sebino con la propria auto a Tavernola Bergamasca. Decine di famiglie hanno potuto avere una tomba su cui piangere i propri cari grazie a un uomo che in tutta Italia veniva chiamato, con rispetto, il "ricercatore dei dispersi in acqua dolce". Aveva prestato il suo aiuto anche lontano da casa, fino alle alluvioni del Friuli, e nel 2016 era stato in prima linea sul fronte sicurezza di The Floating Piers.

Due anni fa Pisogne gli aveva conferito il Premio San Costanzo, il riconoscimento riservato a chi contribuisce a rendere il paese più bello, più solidale, più unito. Ma è nelle parole di chi lo ha conosciuto che si misura davvero quello che lascia: "autentico, diretto, schietto, ma sempre leale", lo ha ricordato chi con lui si è confrontato negli anni; "uomo di straordinaria dedizione... un amore immenso per il prossimo", lo hanno salutato i volontari della Protezione Civile che ha guidato. Il sindaco Federico Laini, primo a darne notizia, ha scritto semplicemente: "grazie per aver dedicato la tua vita al volontariato, Pisogne e il tuo lago d'Iseo non ti dimenticheranno".

Ed è proprio questo il punto in cui la storia di Remo Bonetti si intreccia con il senso più vero di Più Pisogne. Perché non c'è definizione migliore di "Più Pisogne" di un uomo che ha scelto, ogni giorno per cinquant'anni, di dare qualcosa in più al proprio paese: il proprio tempo, la propria competenza, il proprio coraggio, spesso il proprio riposo, senza mai cercare un riflettore. Bonetti non ha amministrato Pisogne, non ha ricoperto cariche: ha semplicemente deciso che il bene della sua comunità valeva ogni sacrificio, ed è rimasto fedele a questa scelta fino all'ultima sera della sua vita, su quello stesso lago che aveva sorvegliato per tutti gli altri. Se Più Pisogne significa qualcosa, significa questo: mettersi al servizio del proprio paese senza chiedere nulla in cambio. Nessuno, più di Remo, ha saputo incarnarlo.

Lascia la moglie Rita e il figlio William, che ne condivide gli ideali. I funerali si sono tenuti sabato 20 giugno nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta a Pisogne, il paese che oggi lo saluta come si saluta chi non se ne va davvero: restando, per sempre, custode silenzioso del suo lago.

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